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Superbonus ed eredità dei bonus edilizi

Criticità normative ed impatto sul valore immobiliare.

Il Superbonus e i bonus edilizi lasciano oggi un’eredità complessa che continua a influenzare il mercato immobiliare italiano.

Nati per accelerare la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio abitativo, questi strumenti hanno avuto un effetto immediato molto potente, ma al prezzo di criticità strutturali che ancora oggi emergono con forza.

L’impianto normativo si è evoluto rapidamente: introdotto nel 2020 con il Decreto Rilancio, il Superbonus 110% è stato rimodulato negli anni, passando al 90% e subendo numerose modifiche, fino alla recente stretta su cessione del credito e sconto in fattura.

Questa continua instabilità ha generato un sistema frammentato in cui restano disponibili agevolazioni minori (Ecobonus, Sismabonus, Bonus ristrutturazioni) con aliquote ridotte, ma prive dell’attrattiva e dell’impatto che il 110% aveva innescato.

Le criticità sono evidenti. Molti cantieri risultano bloccati per la difficoltà di monetizzare i crediti fiscali, con famiglie che si trovano in case ristrutturate solo a metà e imprese in difficoltà finanziaria per fatture non saldate.

La distribuzione territoriale è stata disomogenea: il beneficio ha premiato soprattutto i condomini nei centri urbani, lasciando più ai margini le abitazioni unifamiliari e i piccoli comuni. A ciò si aggiunge l’incertezza regolatoria, che ha scoraggiato investimenti programmati e reso difficile pianificare nel lungo periodo.

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Sul fronte del valore immobiliare, l’impatto degli interventi realizzati grazie ai bonus è significativo ma non uniforme. Secondo stime di settore, un appartamento riqualificato dal punto di vista energetico e sismico può registrare una rivalutazione di mercato compresa tra il 10% e il 25%, a seconda della tipologia e della collocazione geografica.

La maggiore efficienza riduce i costi energetici e rende l’immobile più appetibile per acquirenti sempre più attenti a sostenibilità e bollette.

Tuttavia, il mercato oggi evidenzia una crescente polarizzazione: gli immobili riqualificati acquisiscono un vantaggio competitivo, mentre quelli rimasti fuori dal circuito dei bonus rischiano di perdere valore e attrattiva, soprattutto in vista degli obiettivi europei di decarbonizzazione che imporranno standard più stringenti.

L’eredità dei bonus edilizi è dunque ambivalente. Da un lato hanno innescato una trasformazione profonda e accelerato processi di riqualificazione che altrimenti sarebbero rimasti marginali; dall’altro hanno lasciato irrisolti nodi economici e giuridici che peseranno ancora sul settore.

Per il mercato immobiliare, la sfida dei prossimi anni sarà duplice: capitalizzare i benefici degli interventi già realizzati e affrontare la crescente divaricazione tra immobili efficienti e immobili obsoleti, con implicazioni non solo sul valore delle case ma anche sull’accesso al credito e sulla tenuta del comparto edilizio nel medio periodo

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